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La compagnia Punta Corsara - nata dal fortunato laboratorio di non-scuola “Arrevuoto” che il regista Marco Martinelli ha tenuto con gli adolescenti di Napoli e dei turbolenti quartieri di Scampia - con il suo Hamlet Travestie non mette in scena solo la parodia del dramma di Shakespeare, ma compie un triplo salto mortale: si parte, nel titolo, dall’opera dell’inglese John Poole, ottocentesca parodia burlesque del testo shakespeariano, passando per il Don Fausto di Antonio Petito, a sua volta parodia del Faust di Goethe, per approdare, in un vertiginoso e sapiente gioco di incastri, alla tragedia del principe di Danimarca, qui incarnato dal giovane e ombroso Amleto Barilotto. Questo Amleto di Scampia, innamorato di Ornella-Ofelia incinta e che la malavita ha privato del padre, e l’eccentrico e tormentato componente di una delle tante famiglie dei “bassi” napoletani soffocate dai debiti e incalzate dagli strozzini. Amleto legge Shakespeare e si convince che nel suo nome sia racchiuso lo stesso drammatico destino del personaggio shakespeariano. La soluzione metateatrale inscenata dai parenti per farlo rinsavire, resa esilarante da continue distorsioni verbali e dalla forte espressivita del dialetto, ha tuttavia risvolti noir e fa precipitare la farsa nella tragica contemporaneita di una Napoli fatta di contraddizioni, omerta, paure, degradata e soffocata dalla camorra.